venerdì 5 giugno 2009

G

Poeta disperso, piccolo uomo disperato.
Seggo lontano sul ciglio di un lento fiume
che scorre indisturbato.

Mi affaccio e di tutto scorgo il flebile riflesso,

( Delizia di Maestà chiamo la mia Parola!)

Scorgo nei versi il veloce andare della vita,
che mai, dico mai si è fermata a ripensare
ai suoi momenti.

Ed ecco che di Amore sono il testimone,
delle sue guerre io sono il Vassallo,
ed egli è il mio Signore.

Giovani! Adunatevi sotto le mie ali!
Che io possa trasformare la parola
in specchio di un ora passata ad amare.

Roma 26. 10. 2007

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