G
Poeta disperso, piccolo uomo disperato.
Seggo lontano sul ciglio di un lento fiume
che scorre indisturbato.
Mi affaccio e di tutto scorgo il flebile riflesso,
( Delizia di Maestà chiamo la mia Parola!)
Scorgo nei versi il veloce andare della vita,
che mai, dico mai si è fermata a ripensare
ai suoi momenti.
Ed ecco che di Amore sono il testimone,
delle sue guerre io sono il Vassallo,
ed egli è il mio Signore.
Giovani! Adunatevi sotto le mie ali!
Che io possa trasformare la parola
in specchio di un ora passata ad amare.
Roma 26. 10. 2007
venerdì 5 giugno 2009
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