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Non è più il tempo per sperare.
Poiché se non si è disperato non si è vissuto.
Vivo con gli spiriti immondi, che mi fanno da
squallido giaciglio di vergogna.
Dov’era Lei, dove si era nascosta?
Pigro addolcisco di flebile voce il turbinio
istantaneo di follia.
Cara, tu sei al mio capezzale e suoli coricarti con me,
ed al mattino esser la prima a svegliarmi.
Ebbene! Tutto ciò è tiepidamente morto,
sotto le macerie di un illusione.
La Mia casa era costruita sul fango.
Ma tutto il mondo è Fango!
[silenzio]
Fango che ingurgita il peso del desiderio,
lo risucchia nel suo centro, coprendolo di
altra vergogna.
Ma non dispero, Disperando io vedo il contorno
di una casa costruita su rocce possenti.
Che sarà ancora per l’eternità rifugio e ritrovo,
dei cuori sbandati.
Accoglietemi! Messaggeri! Ho io un messaggio per voi!
Ditele che l’amo, dell’amore di Dio.
Roma 04. 12. 2007
venerdì 5 giugno 2009
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