venerdì 3 dicembre 2010
mercoledì 24 novembre 2010
mercoledì 30 giugno 2010
martedì 1 giugno 2010
#.
Vivi di momenti insensati, l'eternità fa loro da contorno spietato.
un istante e ti accorgi che ciò che tu hai chiamato amore, e ciò per cui hai lottato e spesso inondato la mente di ricordo assente.
Loro sono morti, vivono ma sono morti. La visione dei loro visi ti provoca odio, poiché sono ormai immagine sfocata dell'amicizia.
caricatura della serenità, tutto si spegne ed io muoio con lui.
immergetemi in un caotico intruglio mandelbrotiano, fate del mio cervello un sentiero incalpestabile.
Io oggi ho perso due amici. Morti nel ventre di un istante. Morti nell'incontinenza di un Dio che crea e lascia soli.
Giobbe, la vera fede. Ed io ho perso la facoltà di ricordare ed un immenso vuoto invade il trepitio delle membra.
tutto è perduto, ed allora io presiederò il vostro funerale.
un istante e ti accorgi che ciò che tu hai chiamato amore, e ciò per cui hai lottato e spesso inondato la mente di ricordo assente.
Loro sono morti, vivono ma sono morti. La visione dei loro visi ti provoca odio, poiché sono ormai immagine sfocata dell'amicizia.
caricatura della serenità, tutto si spegne ed io muoio con lui.
immergetemi in un caotico intruglio mandelbrotiano, fate del mio cervello un sentiero incalpestabile.
Io oggi ho perso due amici. Morti nel ventre di un istante. Morti nell'incontinenza di un Dio che crea e lascia soli.
Giobbe, la vera fede. Ed io ho perso la facoltà di ricordare ed un immenso vuoto invade il trepitio delle membra.
tutto è perduto, ed allora io presiederò il vostro funerale.
venerdì 28 maggio 2010
venerdì 16 aprile 2010
giovedì 8 aprile 2010
mercoledì 31 marzo 2010
venerdì 26 marzo 2010
Pensieri teologici prima del sabato.
Non mi resta che seppellire i ricordi
in una coltre di odio e disprezzo
costruisco castelli di Giudizi
per affondare radici intrepide
nella realtà insperata
Dodici grandi Titani scandiscono
il tempo del cosmo
Tutto l'equilibrio dei profeti
in un sol giorno
Domani è sabato
Dio si riposa e con Lui i sui figli
di carne
e acqua.
Ed io Golem di sola carne ho perso
la via del mio padrone
E nella mia Fronte il Nome
di Dio
si è rassegnato.
26.03.10
in una coltre di odio e disprezzo
costruisco castelli di Giudizi
per affondare radici intrepide
nella realtà insperata
Dodici grandi Titani scandiscono
il tempo del cosmo
Tutto l'equilibrio dei profeti
in un sol giorno
Domani è sabato
Dio si riposa e con Lui i sui figli
di carne
e acqua.
Ed io Golem di sola carne ho perso
la via del mio padrone
E nella mia Fronte il Nome
di Dio
si è rassegnato.
26.03.10
giovedì 25 marzo 2010
Lasciavo intorpidire le braccia
sul tuo collo lacerato dal
mio scontato pensiero.
Nulla di me è degno
di essere raccontato
Tranne il Vuoto, Maestoso
che si erge Sacro
al di sopra del mio sguardo.
E allora con forza il pensiero
si divincola da te a me
e lascia tracce di Bieco colore.
Forse giallo
Forse Rosso
Ma i miei occhi Miopi di dolore
si attorcigliano sul mio passo lento
impedendomi di cadere.
25.03.10
mercoledì 24 marzo 2010
venerdì 19 marzo 2010
martedì 19 gennaio 2010
domenica 17 gennaio 2010
domenica 10 gennaio 2010
mercoledì 9 settembre 2009
c2
Amica mia, sei forse tu ciò che io
ardentemente bramo?
O forse il divenire del dolore mi provoca astinenza.
sola astinenza dal male.
Tu sei per me un tiepido raggio
di cui non posso ignorare l'esistenza,
devo resistere ed aspettare un tuo segno;
permettere che i tuoi dolci pensieri
irradino il mio saturo cuore di sublime bellezza.
Ma non ora. Not thee.
Il tempo non è venuto, ed io ora
sento solo Freddo.
Un inverno che tu non vuoi far passare.
Una carestia, O eterea Dea di te stessa, tu non vuoi far cessare.
Non innalzerò tuoi altari,
né compirò sacrifici in tuo nome.
Perché un Dio non si nasconde
ma tramuta l'inverno in primavera.
luogo e data ignota
lunedì 7 settembre 2009
venerdì 4 settembre 2009
giovedì 3 settembre 2009
exitus-reditus due
Pensate forse che il giusto sia riconoscibile a voce;
Cercate il suo sentire nel vento,
volete liberare il suo potere dalla terra.
eppure esso come fosse tenebra si nasconde,
pensiero esaltante.
Si ripara con forza nelle rovine del cuore
Che , di grazia, si spegne su di Te
pensiero costante.
presenza aitante
di forza indaffarata
e lasciva indulgenza.
voglio allora di Te cantare
e il lento sogno lasciare.
domus federici 04 10 09
Exitus-reditus uno
Parole fragili di inutilità e ricerca;
Io posso forse paelare del mondo e
delle sue immaginazioni.
Ma non potrò mai descrivere
il destino inquieto
del Messaggero errante
che vagando nei luoghi infiniti
riscopre nel riflesso del suo sguardo
il lento divenire
del Tuo camminare
incerto
irraggiungibile.
Roma 02 10 09
giovedì 16 luglio 2009
venerdì 5 giugno 2009
R
Occhi bagnati di facili gocce,
innocenza violata da terribili mani
voci soffuse agli angoli della stanza.
strepitano si abbracciano. Tutto è compiuto.
Fratello, perché devo continuare?
non è forse la strada bagnata di sangue?
I suoi piedi insudiciati sguazzavano nudi
nel fetore dei corpi.
Misericordia! Gridava lo straniero,
il vento veloce strepitava tra i muri
il chiasso della marcia spaventava.
Una madre impaurita, Lacrime bollenti.
saliva scottante. Ingloba in se stesso il suo principio.
no! Esclama. Egli deve vivere. è il mio senso.
L’istante precoce inaridisce il collo nudo e giovane,
fredda lana si unisce al calore del vino.
Santa è questa cena. Santa è la morte.
L’istante passa e si tramuta.
L’occhio innocente vede l’orrore.
Roma 8 novembre 2006
Occhi bagnati di facili gocce,
innocenza violata da terribili mani
voci soffuse agli angoli della stanza.
strepitano si abbracciano. Tutto è compiuto.
Fratello, perché devo continuare?
non è forse la strada bagnata di sangue?
I suoi piedi insudiciati sguazzavano nudi
nel fetore dei corpi.
Misericordia! Gridava lo straniero,
il vento veloce strepitava tra i muri
il chiasso della marcia spaventava.
Una madre impaurita, Lacrime bollenti.
saliva scottante. Ingloba in se stesso il suo principio.
no! Esclama. Egli deve vivere. è il mio senso.
L’istante precoce inaridisce il collo nudo e giovane,
fredda lana si unisce al calore del vino.
Santa è questa cena. Santa è la morte.
L’istante passa e si tramuta.
L’occhio innocente vede l’orrore.
Roma 8 novembre 2006
Q
sento gioire il tempo perduto,
che fatto di piccole crepature
si disintegra implodendo.
Il desiderio tanto sospirato
inibisce la stessa forma vitale
della quale io sono.
essa si era costituita forte
intorno alla tua figura
come pianta rampicante
ha preso ogni tua forma illuminandola.
Dov’è ora quel tempo?
per me perduto, per te perso.
Gioco ora con la fiamma senza bruciarmi.
Ma essa è sacra e verrà il giorno
in cui mi conquisterà.
Ed io sarò suo, e nel torpore sarò pazzo
e nel sangue sarò assassino
e nel sacrificio sarò Dio.
Forse resterà il tempo per essere felice.
06 2008. Giardino degli Aranci Roma
sento gioire il tempo perduto,
che fatto di piccole crepature
si disintegra implodendo.
Il desiderio tanto sospirato
inibisce la stessa forma vitale
della quale io sono.
essa si era costituita forte
intorno alla tua figura
come pianta rampicante
ha preso ogni tua forma illuminandola.
Dov’è ora quel tempo?
per me perduto, per te perso.
Gioco ora con la fiamma senza bruciarmi.
Ma essa è sacra e verrà il giorno
in cui mi conquisterà.
Ed io sarò suo, e nel torpore sarò pazzo
e nel sangue sarò assassino
e nel sacrificio sarò Dio.
Forse resterà il tempo per essere felice.
06 2008. Giardino degli Aranci Roma
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