venerdì 5 giugno 2009

R

Occhi bagnati di facili gocce,
innocenza violata da terribili mani
voci soffuse agli angoli della stanza.
strepitano si abbracciano. Tutto è compiuto.

Fratello, perché devo continuare?
non è forse la strada bagnata di sangue?

I suoi piedi insudiciati sguazzavano nudi
nel fetore dei corpi.

Misericordia! Gridava lo straniero,
il vento veloce strepitava tra i muri
il chiasso della marcia spaventava.

Una madre impaurita, Lacrime bollenti.
saliva scottante. Ingloba in se stesso il suo principio.
no! Esclama. Egli deve vivere. è il mio senso.

L’istante precoce inaridisce il collo nudo e giovane,
fredda lana si unisce al calore del vino.

Santa è questa cena. Santa è la morte.
L’istante passa e si tramuta.

L’occhio innocente vede l’orrore.

Roma 8 novembre 2006

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