venerdì 5 giugno 2009

Syllabo

Prologo.

Ἐν ἀρχῆ ῆν ό λόγος, καὶ ό λόγος ἦν πρὸς τόν θεόν, καὶ θεὸς ῆν ό λόγος.
οῦτος ῆν ἐν ἀρχῆ πρὸς τὸν θεὸν.

Il verbo radice infinita dell’essere al mondo si è radicato nella coscienza dell’uomo. Esso non è né parola né azione, non si postula ne si ascolta. esso si sente. Solo un innamorato saprà interpretare correttamente Giovanni, poiché il cuore ricolmo di amore è un cuore di poeta, ed il supremo poeta è Dio. Poeta sono gli uomini di bonis voluntatis, coloro i quali coscienti della folla che li allontana dalla luce vogliono vedere e vedendo incamminandosi seguendo il sentire. Raccolta di poesie è questa, scritta per volontà del cuore che non si stanca mai di infiammarsi, la qual potenza glorifica il creato che solo regge il senso del male e del bene perdendosi nell’infinità del momento. Per un istante scrivo, perché tutto il senso del mondo non si schiuda di fronte alle meraviglie dell’intelligenza, ma che esso venga portato in alto dalle ali dello Spirito che inabita il mondo e lo sorregge. Per Dio scrivo, che si è fatto carne in una donna. E di lei narro non il pensiero, ma l’odore. Del suo cuore scorgo il battito costante, esso non è vivida immaginazione ma vivo pulsare di pelle scalpitante.

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