P
Dolce risiede il ricordo nello spazio,
nero è il colore della stanza.
Solo impazzito rivedo risuonare leggiadro
il lento movimento dei tuoi passi.
Fiero il palpitare delle membra s’arresta
e tutto si trasforma in te.
L’aria che respiro a fatica
porta in grembo il tuo odore sacro
Il cieco procedere della penna ,
rassomiglia ai tuoi passi fuggitivi
Io ti cerco perennemente.
eppure non ti trovo
Se solo potessi gridare il tuo nome!
Vedrei scendere dal cielo la tua voce,
e forse ti riconoscerei.
Roma Domus Baglivi. Esilium 2008
venerdì 5 giugno 2009
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