venerdì 5 giugno 2009

P

Dolce risiede il ricordo nello spazio,
nero è il colore della stanza.

Solo impazzito rivedo risuonare leggiadro
il lento movimento dei tuoi passi.

Fiero il palpitare delle membra s’arresta
e tutto si trasforma in te.

L’aria che respiro a fatica
porta in grembo il tuo odore sacro

Il cieco procedere della penna ,
rassomiglia ai tuoi passi fuggitivi

Io ti cerco perennemente.
eppure non ti trovo

Se solo potessi gridare il tuo nome!

Vedrei scendere dal cielo la tua voce,
e forse ti riconoscerei.

Roma Domus Baglivi. Esilium 2008

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